INDICE
1. io, sposa bambina
Memorie di Costanza Colonna Sforza
2. Quelli che hanno fatto grande Milano e l’Italia
Da Alessandro Manzoni a Carla Fracci
3. La maledizione dell’Orologio Astrale
Sette secoli di misteri nei Colli Euganei
io, sposa bambina
Memorie di Costanza Colonna Sforza
Costanza Colonna Sforza, marchesa di Caravaggio, piccolo feudo della bergamasca nella seconda metà del 1500, si è conquistata un posticino nella storia dell’arte. Suo merito: essere stata musa e protettrice – e qualcosa di più… – di Michelangelo Merisi, il Caravaggio, geniale pittore, suo giovane suddito.
Ma Costanza è molto di più. Se per ricostruire il cammino verso l’emancipazione femminile cerchiamo nella storia esempi di fanciulle che sono state vittime della sopraffazione maschile, eccola, è lei la giovane giusta: un’ingenua e tenera fanciulla dodicenne gettata impubere nel letto e nelle braccia di un giovane sessualmente complessato.
Caratteristiche del Volume
io, sposa bambina
cm. 17 X 24
cartonata con sovraccoperta
filorefe
304
euro 36
27 (5 fotografie, 22 disegni)
Il volume è arricchito da disegni eseguiti a matita con particolare tecnica da Rosy Di Noia, che riproducono in bianco e nero i ritratti eseguiti da famosi artisti del ‘500 (Tiziano, Raffaello, Caravaggio, Pulzone, Crespi, Luini, Buonarroti) a nobili personaggi che figurano nelle memorie di Costanza Colonna Sforza.
Quelli che hanno fatto grande Milano e l’Italia
Milano: sì, è il Duomo, il Castello, la Scala, la ‘Borsa’, San Siro, Leonardo… Ma non sono questi “monumenti” e queste Istituzioni a spiegare la sua grandezza.
Milano è grande grazie alla schiera di donne e uomini eccezionali che in questi secoli vi hanno lavorato, profondendo le loro doti nel campo artistico, letterario, musicale, scientifico, medico, industriale, politico.
Da Alessandro Manzoni a Carla Fracci, Alda Merini: le 11 donne e i 68 uomini che il Comune di Milano ha ritenuto degni della sepoltura nel Famedio del Cimitero Monumentale.
Caratteristiche del Volume
Quelli che hanno fatto grande Milano e l’Italia
cm. 17 X 24
standard, carta lucida gr. 300
brossura
350, la maggior parte a colori
euro 32
circa 300 (molte inedite)
CARLA FRACCI
Milano, agosto 1936 – Milano, maggio 2021
Milano è la Scala; e la Scala è lei, Carla Fracci, l’esile figura che con i suoi passi di danza e le sue movenze sapeva dar carne, dar vita, rendere concreti e visibili agli occhi (non solo percepibili al cuore e all’orecchio) la musica, l’armonia, il suono.
Ora non danza più. Ma nel Teatro alla Scala risuonano ancora, indelebili, il ticchettio ritmato dei suoi passi, il fruscio dei suoi volteggi. Come risuonano nei più grandi teatri del mondo che hanno fatto a gara a contendersela.
Carla Fracci, internazionalmente considerata una delle più grandi ballerine del Novecento (“Prima ballerina assoluta” l’ha definita il New York Times) riposa sotto le volte del maestoso Famedio accanto alla monumentale tomba di Alessandro Manzoni.
La maledizione dell’Orologio Astrale
Qualcuno ha infranto il rigoroso Codice Astrologico, e da sette secoli un equilibrio si è rotto nei Colli Euganei. Con tragiche conseguenze sulla vita di singoli e di intere comunità.
Tutto ruota intorno alla dinastia nobiliare padovana dei Dondi che ha meritato di fregiarsi del secondo cognome ‘Dell’Orologio’ per uno straordinario orologio astrale ideato e costruito da Jacopo Dondi, nella prima metà del 1300.
Da quando quell’orologio è entrato in funzione sulla Torre del Palazzo dei Signori di Padova, membri di quella famiglia sono stati vittime di drammi misteriosi.
Caratteristiche del Volume
La maledizione dell’Orologio Astrale
cm. 17 X 24
standard, carta lucida gr. 300
brossura
168
26 euro
circa 60 (bianco e nero, colori)
La notte tragica di Lucrezia
Padova, 15 novembre 1654
“Volgea il sole all’occaso; e Attilio, fermo nel reo proponimento, vestito a nero di felpa e avvolto in largo mantello, preso un affilato rasojo, serratolo tra panni, s’avviò al palazzo degli Obizzi.
Rinvenne sotto il portico l’abbate Cattabeni; e parlottando con lui, si presentò alla marchesa Lucrezia, ch’era attenta a dimestiche brighe. Le rivolse un saluto, a cui ella gentilmente rispose…”
Brano tratto dal volume “Lucrezia degli Obizzi e il suo secolo. Narrazione storica documentata” di Andrea Gloria, edito in Padova nell’anno 1853.
Uno dei fatti più tragici che hanno marcato la dinastia dei Dondi dell’Orologio: l’uccisione della bella marchesa Lucrezia Dondi Dell’Orologio, moglie del ricco marchese Pio Enea II Obizzi.
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