I Viaggi di Gulliver (Gulliver’s Travels), il cui titolo completo è Viaggi in diversi paesi remoti del mondo, in quattro parti. Di Lemuel Gulliver, prima chirurgo, e poi capitano di diverse navi, fu scritto dal prete anglicano, poeta e satirico anglo-irlandese Jonathan Swift (1667-1745) e pubblicato per la prima volta nel 1726, anonimamente.

Swift visse in un periodo di forti tensioni politiche e sociali tra l’Inghilterra e l’Irlanda (dove ricopriva la carica di decano della Cattedrale di San Patrizio a Dublino) ed era un noto pamphletista che criticava aspramente la corruzione, le divisioni politiche e l’arroganza dell’Impero britannico. La sua vita fu caratterizzata da un profondo pessimismo riguardo alla natura umana e alla politica del suo tempo, una visione che permea l’intera opera.

Il romanzo è strutturato come un finto resoconto di viaggio (un genere popolare all’epoca), in quattro parti, che narrano le avventure del medico e navigatore Lemuel Gulliver in terre fantastiche:

  1. Lilliput: Gulliver naufraga in una terra abitata da persone alte solo sei pollici (circa 15 cm). Questa parte satirizza l’arroganza, le meschine rivalità e l’irrilevanza della politica europea, specialmente quella inglese (le guerre tra “Tacchi Alti” e “Tacchi Bassi” e tra chi rompe l’uovo dal lato grosso o dal lato piccolo).
  2. Brobdingnag: Gulliver si ritrova tra giganti, con persone alte come campanili. In questa prospettiva capovolta, l’umanità europea, vista in miniatura, appare grottesca, insignificante e ridicola nelle sue pretese di grandezza.
  3. Laputa, Balnibarbi, Luggnagg e Glubbdubdrib: Questa parte critica la vana speculazione scientifica e la filosofia sterile, impersonate dagli accademici dell’Accademia di Lagado, e l’ossessione per il potere e l’immortalità.
  4. Houyhnhnms e Yahoos: Nella parte finale e più oscura, Gulliver scopre una terra governata da cavalli sapienti (Houyhnhnms) e abitata da creature selvagge e immonde (Yahoos), che hanno l’aspetto e i vizi dell’essere umano. Questa è la critica più feroce di Swift alla natura umana e alla sua intrinseca brutalità.

Il romanzo, sebbene spesso adattato per bambini come una semplice storia d’avventura, possiede una grande profondità:

Valore Storico e Sociale: È una delle più grandi opere di satira politica e sociale della storia della letteratura. Swift non critica solo i suoi contemporanei (come i Whig e i Tory), ma solleva questioni universali sulla corruzione del potere, l’assurdità della guerra e il fanatismo religioso, temi ancora attuali.

Valore Letterario: L’opera è un modello del genere satirico e fantastico, un caposaldo della letteratura settecentesca. Swift usa il viaggio e l’estraniamento (vedere l’umanità da diverse prospettive) come strumenti per la sua critica, con uno stile apparentemente semplice e documentaristico che maschera una profonda ironia.

Valore Universale: I Viaggi di Gulliver costringe il lettore a riflettere sulla condizione umana. Il libro ci chiede cosa significhi essere civilizzati e, in ultima analisi, mette in discussione l’eccessiva fiducia dell’uomo nella propria ragione e moralità. La distanza tra la percezione di sé dell’uomo e la sua vera natura, corrotta e bestiale (simboleggiata dagli Yahoos), è un monito universale contro l’arroganza.

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